Diario di Guerra di Arrigo Montorsi, item 20
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allora colla forza della disperazione, gli tiro un terribile colpo di pugnale al ventre; mi cade addosso bagnandomi la faccia di sangue e di materia che gli esce dagli intestini, ed io rimango così senza potermi muovere; come pesava quell'accidente!
Finalmente mi sento liberato; è il Tenente che, aiutato da altri due mi ha levato da... quella posizione incomoda. A terra vedo tre dei nostri e nove austriaci; altri 11 austriaci sono disarmati e tenuti a rispetto dai moschetti di tre miei compagni. Il Tenente ci ordina di ritornare senza perder tempo, perché gli austriaci possono mandar rinforzi da un momento all'altro; noi mettiamo in mezzo gli austriaci, avvertendoli che al minimo grido o segnale li avremmo pugnalati, e ci mettiamo in cammino; non abbiamo fatto neppure trecento metri che sentiamo alle spalle il grido di guerra degli austriaci. Infatti a nemmeno 80 metri da noi vediamo venire di corsa una cinquantina di austriaci. Quasi avessimo avuto tutti la medesima idea, facciamo mettere a terra gli austriaci, pugnalandone due che facevano gli scontrosi, e riparati da loro apriamo il fuoco; subito si sparpagliano e il nostro tenente, approfittan-
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allora colla forza della disperazione, gli tiro un terribile colpo di pugnale al ventre; mi cade addosso bagnandomi la faccia di sangue e di materia che gli esce dagli intestini, ed io rimango così senza potermi muovere; come pesava quell'accidente!
Finalmente mi sento liberato; è il Tenente che, aiutato da altri due mi ha levato da... quella posizione incomoda. A terra vedo tre dei nostri e nove austriaci; altri 11 austriaci sono disarmati e tenuti a rispetto dai moschetti di tre miei compagni. Il Tenente ci ordina di ritornare senza perder tempo, perché gli austriaci possono mandar rinforzi da un momento all'altro; noi mettiamo in mezzo gli austriaci, avvertendoli che al minimo grido o segnale li avremmo pugnalati, e ci mettiamo in cammino; non abbiamo fatto neppure trecento metri che sentiamo alle spalle il grido di guerra degli austriaci. Infatti a nemmeno 80 metri da noi vediamo venire di corsa una cinquantina di austriaci. Quasi avessimo avuto tutti la medesima idea, facciamo mettere a terra gli austriaci, pugnalandone due che facevano gli scontrosi, e riparati da loro apriamo il fuoco; subito si sparpagliano e il nostro tenente, approfittan-
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allora colla forza della disperazione gli tiro un terribile colpo di pugnale al ventre; mi cade addosso bagnandomi la faccia di sangue e di materia che gli esce dagli intestini, ed io rimango così senza potermi muovere; come pesave quell'accidente!
Finalmente mi sento liberato; è il Tenente che, aiutato da altri due mi ha levato da ... quella posizione incomoda. A terra vedo tre dei nostri e nove austriaci; altri 11 austriaci sono disarmati e tenuti a rispetto dai moschetti di tre miei compagni. Il Tenente ci ordina di ritornare senza perder tempo, perchè gli austriaci possono mandar rinforzi da un momento all'altro; noi mettiamo in mezzo gli austriaci, avvertendoli che al minimo grido o segnale li avremmo pugnalati, e ci mettiamo in cammino; non abbiamo fatto neppure trecento metri che sentiamo alle spalle il grido di guerra degli austriaci. Infatti a nemmeno 80 metri da noi vediamo venire di corsa una cinquantina di austriaci. Quasi avessimo avuto tutti la medesima idea, facciamo mettere a terra gli austriaci, pugnalandone due che facevano gli scontrosi, e riparati da loro apriamo il fuoco; subito si sparpagliano e il nostro tenente, approfittan-
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allora colla forza della disperazione fli tiro un terribile colpo di pugnale al ventre; mi cade addosso bagnandomi la faccia di sangue e di materia che gli esce dagli intestini, ed io rimango così senza potermi muovere; come pesave quell'accidente!
Finalmente mi sento liberato; è il Tenente che, aiutato da altri due mi ha levato da ... quella posizione incomoda. A terra vedo tre dei nostri e nove austriaci; altri 11 austriaci sono disarmati e tenuti a rispetto dai moschetti di tre miei compagni. Il Tenente ci ordina di ritornare senza perder tempo, perchè gli austriaci possono mandar rinforzi da un momento all'altro; noi mettiamo in mezzo gli austriaci, avvertendoli che al minimo grido o segnale li avremmo pugnalati, e ci mettiamo in cammino; non abbiamo fatto neppure trecento metri che sentiamo alle spalle il grido di guerra degli austriaci. Infatti a nemmeno 80 metri da noi vediamo venire di corsa una cinquantina di austriaci. Quasi avessimo avuto tutti la medesima idea, facciamo mettere a terra gli austriaci, pugnalandone due che facevano gli scontrosi, e riparati da loro apriamo il fuoco; subito si sparpagliano e il nostro tenente, approfittan-
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allora colla forza della disperazione fli tiro un terribile colpo di pugnale al ventre; mi cade addosso bagnandomi la faccia di sangue e di materia che gli esce dagli intestini, ed io rimango così senza potermi muovere; come pesave quell'accidente!
Finalmente mi sento liberato; è il Tenente che, aiutato da altri due mi ha levato da ... quella posizione incomoda. A terra vedo tre dei nostri e nove austriaci; altri 11 austriaci sono disarmati e tenuti a rispetto dai moschetti di tre miei compagni. Il Tenente ci ordina di ritornare senza perder tempo, perchè gli austriaci possono mandar rinforzi da un momento all'altro; noi mettiamo in mezzo gli austriaci, avvertendoli che al minimo grido o segnale li avremmo pugnalati, e ci mettiamo in cammino; non abbiamo fatto neppure trecento metri che sentiamo alle spalle il grido di guerra degli austriaci. Infatti a nemmeno 80 metri da noi vediamo venire di corsa una cinquantina di austriaci.
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Albania
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- 5743 / 242966
- Contributor
- Silvana Montorsi
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