Un ricordo in Famiglia. Alcune lettere di Guerra del soldato Gaetano Martino 1915-1918
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girare da un punto all'altro, ed incoraggiare soldati e superiori, affinché fossero sempre vittoriosi, e liberare i fratelli che da tanto tempo soffrono sotto quel barbaro governo.
Fino adesso possiamo essere contentissimi dell'operato dei nostri bravi soldati, dell'occupazione fatta. Adesso speriamo di conquistare tutta la Gorizia, per poi marciare sulla bella Trieste tanto desiderata per tanti anni dagli animi italiani.
I volontari sono in gran numero. Si tratta nel mese di Giugno giunsero a questo Ministero della Guerra più di duecento mila domande, adesso arrivono ogni giorno altri bravi soldati dalle Americhe, e così non si è chiamata più la classe mia che sono del 1896.
Però nel mese di Agosto, giusto come mi hanno assicurato la chiameranno, e credo che io sarò un buon cappellone per poter anch'io prender parte ai combattimenti, e farmi distinguere in mezzo a tant'altro valore Italiano.
Tu che pensi? Ti vuoi rimpatriare si o no? Sono dieci anni che te ne stai in cotesta terra.
Mamma e Maria ti salutano e ti baciono caramente, io dopo averti baciato, mi segno tuo aff.mo
Gaetanino Martino.
Pagina destra
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Finalmente sono militare!
Napoli 25 Dicembre 1915.
Mio carissimo Antoniuccio.
Da quindici giorni sono a Napoli. Non ho potuto scriverti prima perché sbadatamente dimenticai la tua direzione a casa. Lo faccio adesso, perché non ho creduto tardare ancora a lungo a scriverti.
Finalmente sono militare. Non puoi immaginare la mia contentezza nel servire la Patria. Quella Patria che ha dato segno di valore e gloria, e che adesso le sta a dare al secolare nemico.
Mi manca solamente l'istruzione per essere un completo soldato. Appena sarò tale anch'io andrò a difendere l'Italia, come qualunque altro soldato.
Solamente mi dispiace che ho lasciato mamma e Maria, ma le stesse devono andare orgogliose, perché tengono un figlio ed un fratello soldato.
La vita militare è molto strapazzosa. Ma qualunque sia non fa menomamente turbare il mio animo di soldato.
Fammi sapere se hai ricevuto la mia lettera che ti mandai da Tolve, e non dimenticare volermi mandare qualche po' di danaro, di cui ho proprio bisogno.
Ti bacio caramente. Tuo aff.mo fratello
Gaetano.
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girare da un punto all'altro, ed incoraggiare soldati e superiori, affinché fossero sempre vittoriosi, e liberare i fratelli che da tanto tempo soffrono sotto quel barbaro governo.
Fino adesso possiamo essere contentissimi dell'operato dei nostri bravi soldati, dell'occupazione fatta. Adesso speriamo di conquistare tutta la Gorizia, per poi marciare sulla bella Trieste tanto desiderata per tanti anni dagli animi italiani.
I volontari sono in gran numero. Si tratta nel mese di Giugno giunsero a questo Ministero della Guerra più di duecento mila domande, adesso arrivono ogni giorno altri bravi soldati dalle Americhe, e così non si è chiamata più la classe mia che sono del 1896.
Però nel mese di Agosto, giusto come mi hanno assicurato la chiameranno, e credo che io sarò un buon cappellone per poter anch'io prender parte ai combattimenti, e farmi distinguere in mezzo a tant'altro valore Italiano.
Tu che pensi? Ti vuoi rimpatriare si o no? Sono dieci anni che te ne stai in cotesta terra.
Mamma e Maria ti salutano e ti baciono caramente, io dopo averti baciato, mi segno tuo aff.mo
Gaetanino Martino.
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Finalmente sono militare!
Napoli 25 Dicembre 1915.
Mio carissimo Antoniuccio.
Da quindici giorni sono a Napoli. Non ho potuto scriverti prima perché sbadatamente dimenticai la tua direzione a casa. Lo faccio adesso, perché non ho creduto tardare ancora a lungo a scriverti.
Finalmente sono militare. Non puoi immaginare la mia contentezza nel servire la Patria. Quella Patria che ha dato segno di valore e gloria, e che adesso le sta a dare al secolare nemico.
Mi manca solamente l'istruzione per essere un completo soldato. Appena sarò tale anch'io andrò a difendere l'Italia, come qualunque altro soldato.
Solamente mi dispiace che ho lasciato mamma e Maria, ma le stesse devono andare orgogliose, perché tengono un figlio ed un fratello soldato.
La vita militare è molto strapazzosa. Ma qualunque sia non fa menomamente turbare il mio animo di soldato.
Fammi sapere se hai ricevuto la mia lettera che ti mandai da Tolve, e non dimenticare volermi mandare qualche po' di danaro, di cui ho proprio bisogno.
Ti bacio caramente. Tuo aff.mo fratello
Gaetano.
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girare da un punto all'altro, ed incoraggiare soldati e superiori, affinchè fossero sempre vittoriosi, e liberare i fratelli che da tanto tempo soffrono sotto quel barbaro governo.
Fino adesso possiamo essere contentissimi dell'operato dei nostri bravi soldati, dell'occupazione fatta. Adesso speriamo di conquistare tutta la Gorizia, per poi marciare sulla bella Trieste tanto desiderata per tanti anni dagli animi italiani.
I volontari sono in gran numero. Si tratta nel mese di Giugno giunsero a questo Ministero della Guerra più di duecento mila domande, adesso arrivono ogni giorno altri bravi soldati dalle Americhe, e così non si è chiamata più la classe mia che sono del 1896.
Però nel mese di Agosto, giusto come mi hanno assicurato la chiameranno, e credo che io sarò un buon cappellone per poter anch'io prender parte ai combattimenti, e farmi distinguere in mezzo a tant'altro valore Italiano.
Tu che pensi? Ti vuoi rimpatriare si o no? Sono dieci anni che te ne stai in cotesta terra.
Mamma e Maria ti salutano e ti baciono caramente, io dopo averti baciato, mi segno tuo aff.mo
Gaetanino Martino.
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Finalmente son militare!
Napoli 25 Dicembre 1915.
Mio carissimo Antoniuccio.
Da quindici giorni sono a Napoli. Non ho potuto scriverti prima perchè sbadatamente dimenticai la tua direzione a casa. Lo faccio adesso, perchè non ho creduto tardare ancora a lungo a scriverti.
Finalmente sono militare. Non puoi immaginare la mia contentezza nel servire la Patria. Quella Patria che ha dato segno di valore e gloria, e che adesso le sta a dare al secolare nemico.
Mi manca solamente l'istruzione per essere un completo soldato. Appena sarò tale anch'io andrò a difendere l'Italia, come qualunque altro soldato.
Solamente mi dispiace che ho lasciato mamma e Maria, ma le stesse devono andare orgogliose, perchè tengono un figlio ed un fratello soldato.
La vita militare è molto strapazzosa. Ma qualunque sia non fa menomamente turbare il mio animo di soldato.
Fammi sapere se hai ricevuto la mia lettera che ti mandai da Tolve, e non dimenticare volermi mandare qualche pò di dianaro, di cui ho proprio bisogno.
Ti bacio caramente. Tuo aff.mo fratello
Gaetano.
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girare da un punto all'altro, ed incoraggiare soldati e superiori, affinchè fossero sempre vittoriosi, e liberare i fratelli che da tanto tempo soffrono sotto quel barbaro governo.
Fino adesso possiamo essere contentissimi dell'operato dei nostri bravi soldati, dell'occupazione fatta. Adesso speriamo di conquistare tutta la Gorizia, per poi marciare sulla bella Trieste tanto desiderata per tanti anni dagli animi italiani.
I volontari sono in gran numero. Si tratta nel mese di Giugno giunsero a questo Ministero della Guerra più di duecento mila domande, adesso arrivono ogni giorno altri bravi soldati dalle Americhe, e così non si è chiamata più la classe mia che sono del 1896.
Però nel mese di Agosto, giusto come mi hanno assicurato la chiameranno, e credo che io sarò un buon cappellone per poter anch'io prender parte ai combattimenti, e farmi distinguere in mezzo a tant'altro valore Italiano.
Tu che pensi? Ti vuoi rimpatriare si o no? Sono dieci anni che te ne stai in cotesta terra.
Mamma e Maria ti salutano e ti baciono caramente, io dopo averti baciato, mi segno tuo aff.mo
Gaetanino Martino.
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Napoli 25 Dicembre 1915.
Mio carissimo Antoniuccio.
Da quindici giorni sono a Napoli. Non ho potuto scriverti prima perchè sbadatamente dimenticai la tua direzione a casa. Lo faccio adesso, perchè non ho creduto tardare ancora a lungo a scriverti.
Finalmente sono militare. Non puoi immaginare la mia contentezza nel servire la Patria. Quella Patria che ha dato segno di valore e gloria, e che adesso le sta a dare al secolare nemico
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girare da un punto all'altro, ed incoraggiare soldati e superiori, affinchè fossero sempre vittoriosi, e liberare i fratelli che da tanto tempo soffrono sotto quel barbaro governo.
Fino adesso possiamo essere contentissimi dell'operato dei nostri bravi soldati, dell'occupazione fatta. Adesso speriamo di conquistare tutta la Gorizia, per poi marciare sulla bella Trieste tanto desiderata per tanti anni dagli animi italiani.
I volontari sono in gran numero. Si tratta nel mese di Giugno giunsero a questo Ministero della Guerra più di duecento mila domande, adesso arrivono ogni giorno altri bravi soldati dalle Americhe, e così non si è chiamata più la classe mia che sono del 1896.
Però nel mese di Agosto, giusto come mi hanno assicurato la chiameranno, e credo che io sarò un buon cappellone per poter anch'io prender parte ai combattimenti, e farmi distinguere in mezzo a tant'altro valore Italiano.
Tu che pensi? Ti vuoi rimpatriare si o no? Sono dieci anni che te ne stai in cotesta terra.
Mamma e Maria ti salutano e ti baciono caramente, io dopo averti baciato, mi segno tuo aff.mo
Gaetanino Martino.
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Gorizia
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- Contributor
- Maria Ludovica Bitonti
December 25, 1915
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